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Edifici e Monumenti
La Torre
Rappresenta il simbolo vero e proprio di Barbaresco e dalla sua sommità è possibile scorgere tutti i paese circostanti, il corso del fiume Tanaro, Alba, fino a Cherasco da un lato, la lontana Asti dall’altra il tutto racchiuso da un magnifico anfiteatro naturale costituito dalla catena montuosa delle Alpi.

Costruita alla fine dell'XI non si conosce, in base agli studi attuali, la storia precisa relativa alla sua edificazione. faceva parte di un complesso sistema di fortificazioni e di un castello più antico dell’attuale, tracce di tali opere si possono ammirare in una scultura presente all’interno del coro ligneo all’interno della cattedrale di Alba. 

Probabilmente l'edificio appartiene a un sistema di torri di avvistamento che si sono sviluppate lungo il fiume Tanaro sul territorio delle città fra Asti e Alba, patrimonio bellico del Ducato del Monferrato.

A base quadrata è realizzata in opera di laterizio, sorge su un basamento di pietra arenaria e arrivo fino all'altezza di 30 metri. In cima persistono ancora resti dei merli che formavano al tempo della realizzazione una corona. E' probabile che non sia stata realizzata solo da operai e tecnici locali, in virtù della regolarità e perfezione dell'edificio, che fa pensare all'alta professionalità dei realizzatori.

La parte inferiore fino a poco meno di due metri rappresenta una specie di pozzo centrale, con pareti piuttosto spesse. Più in alto si trovano due vani successivi coperti da una volta a botte, che sono già stati restaurati in passato. La torre è ripiena di terra fino a metà e si raggiunge l'entrata attraverso una scala a pioli dalla parte del fiume Tanaro. Dal 1985 è di proprietà del Comune e ha subito diverse opere di restauro.
 


Il Castello
La sua costruzione risale al secolo XVIII ad opera dei conti Galleani; l’edificio caratterizzato dalla sua mole imponente ha subito nel corso degli anni numerosi rifacimenti.

Dotato originariamente di bellissimi giardini e di un ampio parco, di ampi saloni, di porticati e soprattutto di cantine sotterranee di grande valore, è stato la sede della Cantina Sociale del Barbaresco voluta e realizzata dal Professor Domizio Cavazza, considerato il padre del vino Barbaresco.

In seguito l'edificio è stato utilizzato come opificio per la produzione di grappe, ora il maniero ed in particolare l’altrettanto nobile parte interrata, è venuto in possesso della prestigiosa azienda vitivinicola Gaja, e dopo una radicale ristrutturazione, è tornato alla destinazione originaria.
Il Porto
Per le giovani generazioni è soltanto un ricordo del passato, ma prima della costruzione del ponte sul Tanaro nel territorio di Neive, si poteva attraversare il fiume unicamente con un traghetto.

Era la via più breve per poter raggiungere l’altra sponda e con poche lire il "portnè" (traghettatore) trasportava persone, animali ed automezzi dalla una sponda all’altra; va precisato che quando a Barbaresco la coltura della vite non era ancora così sviluppata i terreni migliori per la semina e per l’orto con sistema intensivo erano i terreni pianeggianti al di là del fiume, che ogni famiglia del posto possedeva, questo sicuramente contribuisce a giustificare l’importanza del traghetto.
Enoteca del Barbaresco
L’inaugurazione dell'Enoteca regionale del Barbaresco nella chiesa di San Donato, vera e propria "cattedrale del vino" è stata nel 1986, ora è un punto di riferimento per i numerosi turisti che qui possono trovare oltre alle bottiglie, rigorosamente di Barbaresco, di circa un centinaio di produttori i i consigli e le informazioni di cui hanno bisogno per scoprire il patrimonio enologico del territorio.

Sono rappresentate oltre 120 etichette che costituiscono il 90% dell'intera produzione vinicola locale.

L'Enoteca è nata da un'iniziativa della Regione Piemonte per soddisfare due esigenze: da un lato il recupero di edifici storici e preziosi dl territorio, dall'altro l'esigenza di diffondere la cultura del vino e valorizzare al massimo le donominazioni doc e docg esistenti.

L'enoteca ha trovato casa nella piccola chiesa di San Donato, che si affaccia sulla piazza principale del paese, che venne acquistata dalla curia, in quanto allora già in disuso.

L'Enoteca rappresenta un importante punto di collegamento fra i turisti e le cantine aderenti. Infatti spesso si tratta di aziende agricole di piccole dimensioni che non hanno la possibilità di spendere troppo tempo nella promozione e nella visibilità.

A questo scopo l'Enoteca organizza ogni anno eventi promozionale di grande prestigio dedicati agli appassionati del Barbaresco, come le cene in primavera denominate: "Barbaresco a tavola", oppure la grande manifestazione nata per la prima volta nell'autunno del 2007 "Piacere Barbaresco".
Attualmente il presidente della struttura è Laura GIORDANO
La meridiana
A partire dal giugno del 1999 Barbaresco dispone di una grande meridiana ben visibile nella piazza centrale. E' stata realizzata dallo gnomista Lucio Maria Morra.

La decorazione muraria celebra la coltivazione della vite e la produzione vinicola attraverso dodici illustrazioni tratte dall'incunabolo "Ruralia Commoda" di Pietro de' Crescenzi, un antico trattato di agricoltura. Su di essa campeggia un'iscrizione latina che recita "Da laborem dabo fructus" (Dà il lavoro, daró i frutti).

Nel quadrante in basso si puó ammirare lo stemma del Comune. Si tratta di una meridiana completa e complessa, che ogni visitatore puó ammirare nel dettaglio viste le grandi dimensioni.

Sono indicate tre funzioni gnomistiche: il calendario stagionale, l'orologio a ore vere del fuso e la meridiana universale. Sovrapposti alla raggiera delle linee che indicano le ore si possono trovare quaranta nomi di città che corrispondono ad altrettanti meridiani celesti. Si va da Lhasa, capitale del Tibet a Lima, in Cile, Barbaresco è al centro.

Quando l'ombra dello stilo passa sul nome di una città significa che in quel momento il quel luogo è mezzogiorno. A Barbaresco questo si verifica all'incirca alle 12.30.


        
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